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Lo scrutinio elettorale elettronico in Italia

 

Negli anni, vari tentativi sono stati fatti e si continuano a fare per informatizzare e snellire la procedura fondamentale su cui si basa ogni democrazia: il processo elettorale. Spesso si è sentito parlare di voto elettronico con un’accezione piuttosto generale, ma non tutti sanno che l’intero processo è costituito da varie fasi indipendentemente automatizzabili: la predisposizione delle liste degli elettori, l’identificazione dei votanti, l’espressione del voto, lo scrutinio dei suffragi, la redazione dei verbali e la trasmissione dei risultati. Tuttavia si possono ricondurre a due le principali modalità di informatizzazione che sono state sperimentate in Italia:

  • il voto elettronico vero e proprio: il voto è dematerializzato, senza scheda cartacea
  • lo scrutinio elettronico: si vota nella maniera tradizionale, con matita copiativa e scheda cartacea, mentre è informatizzato il conteggio delle schede

La differenza fondamentale tra le due procedure sta nella fase di espressione del voto: nel primo caso, infatti, la propria scelta viene affidata ad uno strumento elettronico che consente di eliminare la fase di scrutinio, poiché il conteggio automatizzato del voto avviene nel momento stesso in cui si esprime la propria scelta; con lo scrutinio elettronico viene invece informatizzata soltanto la vera e propria fase di scrutinio, ovvero il conteggio e l’elaborazione dei voti. Più sinteticamente:

 

     SCRUTINIO ELETTRONICO           VOTO ELETTRONICO
fase
informatizzata
fase
informatizzata
voto             No voto + conteggio automatizzato              Sì
scrutinio             Sì

Sebbene il voto e lo scrutinio elettronico siano due concetti spesso confusi, storicamente hanno dato origine a sperimentazioni del tutto autonome che hanno prodotto esperienze ed esiti molto diversi.

In particolare il percorso dello scrutinio elettronico in Italia è riconducibile ad un’unica esperienza, iniziata nel 2001 con le sperimentazioni realizzate in alcuni comuni della Sardegna, a cura della Ales e autorizzate dal Ministero degli Interni. Si trattava di una assoluta novità in Italia in quanto, fino a quel momento, oggetto di prova furono soltanto tentativi di implementazione del voto elettronico, svolti a livello locale e non sempre con esiti positivi, sopratutto in termini di sicurezza. In seguito al riconoscimento positivo dell’iniziativa, le esperienze pilota di scrutinio elettronico promosse dalla Ales convinsero le Istituzioni ad avviare un ciclo di sperimentazioni su larga scala nel triennio 2004-2006, per effettuare le quali furono interrotte le sovvenzioni allora attive per il voto elettronico.

 

Sperimentazione dello scrutinio elettronico nel 2001

Ideata, realizzata e finanziata dalla società Ales con l’autorizzazione del Ministero dell’Interno, in occasione delle elezioni politiche del 13 Maggio 2001.

 

Sperimentazione dello scrutinio elettronico nel 2004

Finanziata dal CIPE e realizzata in 1.500 sezioni elettorali dal Ministero dell’Innovazione e delle Tecnologie in collaborazione con il Ministero dell’Interno, in occasione delle elezioni europee del 12 e 13 Giugno 2004.

 

Sperimentazione dello scrutinio elettronico nel 2005

Realizzata in tutte le 1.800 sezioni elettorali della regione Liguria dal Ministero dell’Innovazione e delle Tecnologie in collaborazione con il Ministero dell’Interno, in occasione delle elezioni regionali del 3 e 4 Aprile 2005.

 

Sperimentazione dello scrutinio elettronico nel 2006

Realizzata in 12.680 sezioni elettorali delle regioni Sardegna, Liguria, Puglia e Lazio dal Ministero dell’Innovazione e delle Tecnologie in collaborazione con il Ministero dell’Interno, in occasione delle elezioni politiche del 9 e 10 Aprile 2006.

 

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